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Smart glasses, stiamo testando varie soluzioni

Smart glasses, stiamo testando varie soluzioni

Come era prevedibile il nostro servizio di manutenzione remota Help4Tech ha avuto, nell’ultimo periodo, un notevole incremento di richieste. Le difficoltà a viaggiare legate alla pandemia da COVID-19 e la necessità di abbattere i costi delle trasferte per le imprese, hanno spinto diverse aziende a rivolgersi a noi per provare questo servizio, non solo per la manutenzione remota, ma anche per le attività di installazione e convalida. Nel pacchetto Help4Tech, SPAI fornisce anche gli smart glasses, il cui modello va scelto con attenzione per rispondere al meglio alle esigenze del cliente. Ne parliamo con Francesco Zanini, collaudatore SPAI.

In questo momento sul mercato cominciano ad esserci diverse proposte di smart glasses, quali fattori valutate quando provate un modello?

“Innanzitutto partiamo dal distinguere le due principali tipologie di smart glasses, quelli che sovrappongono l’immagine ripresa dalla telecamere sull’intero campo visivo (ad esempio Epson o Microsoft Hololens) e quelli che proiettano l’immagine ripresa in una sezione della lente (North o Real Wear). Dal punto di vista tecnologico sono molto più avanzati i primi, che oltretutto vanno realmente verso il concetto di realtà aumentata. Tuttavia, riscontrano qualche limite nel visualizzare al meglio i contrasti tra le superfici quando i colori sono molto chiari, ma è un problema superabile. Al momento abbiamo deciso di utilizzare questa tipologia di occhiali. Ad ogni modo, quando valutiamo uno smart glasses partiamo dal considerare le attività per le quali questi occhiali vengono usati. Il tecnico che lavora collegato con noi attraverso il servizio Help4Tech deve spesso intervenire in spazi che possono essere stretti, lavorare per lunghi periodi di tempo, con le mani libere e senza impedimenti. Partendo da questi presupposti è chiaro che i primi aspetti fondamentali sono di tipo ergonomico e di comodità d’uso. Abbiamo bisogno di occhiali che tengano la posizione (non scivolino verso il basso), il più possibile leggeri e robusti. Ad esempio, ho testato un paio di occhiali tecnologicamente molto validi ma con una conformazione che li portava continuamente ad abbassarsi sul volto. Così ho pensato di agganciarli a un caschetto, questo espediente ha risolto il problema, tuttavia, con quel caschetto, non sarei più stato in grado di intervenire sulla parte inferiore della macchina per mancanza di spazio”.

Dal punto di vista tecnologico, a parte la tipologia di visualizzazione, quali sono gli altri aspetti da considerare?

Oggi lo smart glasses serve al tecnico per inquadrare la parte della macchina su cui intervenire, vedere le informazioni che inviamo e ascoltare le istruzioni fornite. La realtà aumentata al momento non è ancora utilizzata. Potenzialmente la realtà aumentata offre molte più funzionalità, tuttavia, richiede connessioni molto veloci e fluidi, ancora difficili da trovare nelle aziende, oltre a questo i costi sono molto alti, perché ogni macchina su cui lavoriamo è diversa dalle precedenti e quindi per ognuna di esse andrebbe fatto ogni volta un lavoro di mappatura delle immagini che sarebbe alquanto oneroso. Noi al momento utilizziamo un software che ci permette di aggiungere su una fotografia della macchina elementi come frecce, forme o scritte che in tempo reale mostriamo all’operatore che indossa gli occhiali. Nella sua semplicità è uno strumento veramente molto potente. Non è realtà virtuale ma al momento è la soluzione più efficace. A parte questo, nella scelta degli smart glasses valutiamo la qualità dell’immagine, quindi la risoluzione della webcam, l’audio, la modalità di visualizzazione delle informazioni con relativi comandi e la durata delle batterie”.

Al momento su quali modelli vi orientate?

“Il modello più utilizzato è l’Epson Moverio BT350, una scelta dettata anche in accordo con le stesse aziende. Questo modello, infatti, è facilmente configurabile e semplice da utilizzare. Durante i nostri test abbiamo valutato molto positivamente anche il Real Wear, più avanzato dal punto di vista tecnologico rispetto all’Epson, ma più difficile da usare e configurare, aspetto questo che ha frenato molte aziende”.

Continuerete a testare altri modelli?

“Sicuramente, questo sarà un settore in crescita nei prossimi anni e diverse aziende hi-tech si stanno lanciando nella produzione di questi supporti, basti pensare a Google che ha appena acquisito la start up North. Noi continueremo a testare smart glasses, anche per poter allargare la proposta ai nostri clienti, con diverse fasce di prezzo”.